L’Istituto Marchiondi Spagliardi di Vittoriano Vigano, capolavoro dell’architettura degli anni ’50: mostra, conferenza e seminario (13.05.2008)

Il ciclo di appuntamenti pubblici promosso dall’Accademia di architettura di Mendrisio (Università della Svizzera italiana) per la primavera 2008 si chiude con una mostra che documenta le specificità di un “dimenticato” capolavoro dell’architettura europea degli anni ’50 sito in Italia, precisamente in Milano, l’Istituto Marchiondi Spagliardi di Vittoriano Viganò.

L’Accademia di architettura e l’Archivio del Moderno di Mendrisio, centri internazionali di ricerca, dedicano all’edificio la retrospettiva L’Istituto Marchiondi Spagliardi di Vittoriano Viganò. Una lettura critica attraverso gli archivi e la documentazione recente, che sarà inaugurata nella Galleria espositiva dell’Ateneo di Mendrisio giovedì 15 maggio 2008 alle ore 18.30.

La mostra, che prende le mosse dai documenti depositati presso l’Archivio del Moderno, è l’esito di una stretta collaborazione tra l’Accademia e l’Archivio del Moderno, che ha condotto per anni specifici studi svolti da un team internazionale ed ha acceso specifici approfondimenti che hanno consentito inedite acquisizioni, sfociate in un’innovativa lettura dell’intero complesso e dunque della figura del suo costruttore.

Accompagnano l’esposizione due eventi: una giornata di studio, L’Istituto Marchiondi Spagliardi di Milano: progetto, realizzazione, conservazione (15 maggio, Accademia di architettura, ore 10-18) nell’ambito del seminario internazionale A come asimmetria, organizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano (la cui prima giornata si svolgerà presso la Facoltà di architettura e Società, aula Rogers, mercoledì 14 maggio, ore 9.45-18) e, per finire, la conferenza The Brutalist Moment of Vittoriano Viganò: Ethic or Aesthetic, del critico d’architettura Kenneth Frampton, professore alla Columbia University di New York (15 maggio, Accademia di architettura, ore 20).

 

La mostra

La mostra a cura di Franz Graf e Bruno Reichlin, professori dell’Accademia di architettura, è promossa dalla stessa Accademia di architettura e dall’Archivio del Moderno di Mendrisio, in collaborazione con il Do.co.mo.mo Svizzera, e si colloca all’interno di una serie d’iniziative che hanno come obiettivo la conoscenza e lo studio delle problematiche inerenti la valorizzazione e la conservazione del complesso dell’Istituto Marchiondi Spagliardi, una tra le più significative testimonianze dell’architettura milanese degli anni ‘50.

Costruito tra il 1954 ed il 1958 per ospitare ragazzi in difficoltà, il nuovo complesso, sede dell’O.P. Istituti Riuniti Marchiondi Spagliardi e Protezione del Fanciullo, rappresenta, non soltanto per il suo programma pedagogico innovativo, ma anche per quanto di esso si riflette nell’altrettanto innovativo linguaggio architettonico “neobrutalista“ ed infine pure per la sua materialità, a suo modo eccezionale, un momento di particolare interesse nell’ambito della complessa ricerca architettonica europea della seconda metà del XX secolo.

Attraverso i documenti inediti provenienti dalla famiglia e dall’archivio dell’architetto, conservato presso l’Archivio del Moderno di Mendrisio, da altre fonti, quali gli archivi delle committenze, delle imprese o di altri professionisti che hanno cooperato con Viganò, dunque grazie a un coacervo di testimonianze debitamente studiate da specialisti e ricercatori, così come attraverso una rinnovata riflessione critica svolta dagli studiosi che hanno guidato la ricerca, si propone un’analisi ed una rilettura critica del complesso in relazione alle dibattute e specifiche problematiche della conservazione e del riuso del Marchiondi e della sua piena rivalutazione di documento architettonico di rilievo.

 

L’esposizione di Mendrisio ripercorre l’intero processo di costruzione del Marchiondi, illustrando le varie fasi del concorso, del progetto e della realizzazione dei vari edifici. I modelli, i piani, i disegni ed i documenti presentati sono documenti originali. Anche la straordinaria rassegna fotografica d’epoca, in bianco e nero, concorre ad implementare la documentazione relativa alle vicende dell’Istituto Marchiondi Spagliardi ed accrescere la conoscenza critica attorno all’operato del “suo” architetto.

Il Marchiondi – merita conto sottolineare – versa da anni in uno stato di totale abbandono e di degrado e di questo deplorevole aspetto, da cui prendono le mosse le varie proposte d’intervento di restauro e riuso, si dà, in mostra, ampia documentazione attraverso gli scatti fotografici di Enrico Cano, che ha realizzato un’apposita “campagna fotografica”, promossa in occasione dell’esposizione. Tale sezione permette al visitatore, attraverso l’obiettivo del fotografo, di vedere lo stato del costruito ed al tempo stesso vedere oltre il degrado, sottolineandone tutte le qualità, sia formali che distributive, la ricercatezza dei dettagli così come la forza delle scelte strutturali capaci di rendere visibile l’ordito concettuale ed esaltare, al tempo stesso, le masse architettoniche che si sommano le une alle altre animandosi grazie ai mutamenti continui della luce solare.

Come di consueto, nell’atrio antistante la Galleria dell’Accademia, saranno proposte alcune esperienze che accompagnano la mostra. Si potrà quindi ascoltare una registrazione sonora tratta dalla conferenza tenuta da Vittoriano Viganò presso il Centro universitario culturale di Milano, il 19 maggio 1965. L’architetto, in quell’occasione, parlò diffusamente dell’Istituto e rispose alle domande del pubblico. Il nastro magnetico, conservato presso l’Archivio del Moderno di Mendrisio e riversato, montato e restaurato dalla Fonoteca Nazionale Svizzera, è una testimonianza preziosa, poiché sono trascorsi appena sette anni dalla chiusura del cantiere: la memoria dell’autore è viva e fornisce importanti chiavi di lettura e spiegazioni tecniche sulla costruzione e, soprattutto, testimonia del punto di vista dell’autore.

Nell’atrio, inoltre, sono state allestite due postazioni di computer per consultare ed esplorare la Web Gallery, o Galleria virtuale, a cura di Valeria Farinati; preparata dall’Archivio del Moderno, questa iniziativa consente di consultare 400 documenti. Pertanto il visitatore interessato potrà vedere sul monitor la riproduzione di tutti gli elaborati grafici del progetto dell’Istituto Marchiondi Spagliardi oggi depositati presso l’Archivio, accompagnati da una dettagliata scheda descrittiva, redatta secondo le norme internazionali di catalogazione del disegno di architettura.

L’esposizione L’Istituto Marchiondi Spagliardi di Vittoriano Viganò. Una lettura critica attraverso gli archivi e la documentazione recente ospitata nella Galleria dell’Accademia (pianterreno di Palazzo Canavée, Via Canavée 5, 6850 Mendrisio, Svizzera), resterà aperta sino a domenica 29 giugno 2008. Potrà essere visitata dal martedì alla domenica, dalle ore 13 alle 18. Ingresso libero.

La vernice, alla presenza dei curatori, Franz Graf e Bruno Reichlin, è prevista per giovedì 15 maggio 2008 alle ore 18.30 presso la Galleria dell’Accademia.

L’Istituto Marchiondi Spagliardi

Vittoriano Viganò ha dichiarato in merito al Marchiondi: “chi ha veramente compreso il Marchiondi non sono stati gli organizzatori, le autorità scolastiche e pedagogiche, i colleghi, i critici di architettura che pure mi hanno fatto tanti complimenti: sono stati i ragazzi. Non potrò, credo, dimenticare il grido di gioia con cui sciamarono dentro, l’entusiasmo con cui presero immediato possesso delle attrezzature, degli armadietti, dei porta-abiti”. Sferzante allusione alle critiche, alle riserve ed ai dubbi sollevati da coloro i quali vedevano nel progetto avveniristico un eccesso di utopismo.  

Il complesso, costituito da sette edifici, propone l’impiego del cemento armato a vista e senza rifiniture, mostrante dunque traccia evidente delle casse ed una cromia peculiare, caratterizzata dalla predominanza del colore rosso (nei corridoi).

Per l’enfasi con cui si sottolineano il montaggio e l’intersezione di elementi strutturali, di tamponamento e di copertura, come pure per l’adozione fortemente espressiva del cemento grezzo e di molto altro ancora, il Marchiondi verrà considerato da Reyner Banham, nel 1966, l’esempio italiano del movimento “neobrutalista”.

 

Vittoriano Viganò

Nato nel 1919, figlio del pittore Vico, Vittoriano Viganò, formatosi nell’ambiente intellettuale milanese, architetto e docente universitario, è stato uno dei più illustri rappresentanti dell’architettura italiana del dopoguerra. La sua produzione annovera, dopo l’Istituto Marchiondi Spagliardi a Milano, che ha valso al progettista numerosi riconoscimenti e che può dirsi l’opera prima, varii altri progetti di spicco. Tra le opere principali dell’architetto figurano: la casa La Scala (Portese del Garda, Brescia) per André Bloc, direttore della rivista Aujourd’hui; il Mobilificio bresciano a San Felice del Benaco (Bergamo); l’ampliamento e la ristrutturazione della Facoltà di architettura del Politecnico di Milano.

Viganò allestisce anche mostre e sezioni di mostre alla Triennale di Milano, tra cui si ricordano la sezione Opere d’arte inserite nell’architettura (XII Triennale, 1960) e la sezione Le prospettive (XIV Triennale, 1968). Su designazione dell’Accademia di San Luca, di cui è membro, nel 1991 riceve il premio nazionale del Presidente della Repubblica per l’architettura.

Viganò scompare improvvisamente nel 1996.

 

Kenneth Frampton sul Marchiondi

In occasione dell’inaugurazione della mostra, a Mendrisio interverrà Kenneth Frampton, critico militante ed autore di numerosi studi sulla storia del Movimento Moderno, professore presso la Columbia University di New York.

Nel corso della sua conferenza pubblica (in lingua inglese), prevista per giovedì 15 maggio 2008 nell’Aula Magna dell’Accademia di architettura di Mendrisio, con inizio alle ore 20, Frampton parlerà di The Brutalist Moment of Vittoriano Viganò: Ethic or Aesthetic

Inglese di nascita, Frampton vive a New York ed insegna architettura alla Columbia University dove, dal 1993, è anche responsabile del programma di post formazione in teoria e storia dell’architettura. È stato visiting professor al Berlage Institute di Amsterdam, al Politecnico di Zurigo ed all’Accademia di architettura di Mendrisio. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui: Honorary Doctorate of Environmental Studies al California College of the Arts and Crafts (1999) ed alla University of Waterloo (1995), Honorary Doctorate of Technology al Royal Institute of Technology di Stoccolma (1991), ACSA Topaz Medal for Excellence in Architectural Education (1990), Médaille d’or dell’Académie d’Architecture di Parigi (1987).

Frampton è autore di diverse pubblicazioni, fra cui vale la pena menzionare: Le Corbusier Architect of the Twentieth Century, New York 2002; Labor, Work & Architecture, Londra 2000; Le Corbusier, Londra 2002; (a cura di) World Architecture: A Critical Mosaic 1900-2000. Vols 1-10, Pechino 2000; Studies in Tectonic Culture, Cambridge, MA 1995; American Masterworks, New York 1995; Modern Architecture: A Critical History, terza edizione, Londra 1991 (tradotto in nove lingue).

Frampton ha inoltre pubblicato, in qualità di docente presso l’Accademia di architettura, con l’Archivio del Moderno, il volume Panos Koulermos. Opera completa (Mendrisio 2004) e, con Riccardo Bergossi, Rino Tami. Opera completa (Mendrisio 2007).

È membro del Consiglio scientifico dell’Archivio del Moderno.

 

Il seminario internazionale A come asimmetria

Giovedì 15 maggio 2008, giorno dell’inaugurazione dell’esposizione, si svolgerà presso l’Accademia di architettura di Mendrisio la giornata di studi L’Istituto Marchiondi Spagliardi di Milano: progetto, realizzazione, conservazione, a cura di Franz Graf e Letizia Tedeschi, organizzata dall’Accademia e dall’Archivio del Moderno in collaborazione con la Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano (Dipartimento Architettura e Pianificazione e Facoltà di Design Dipartimento INDACO), nell’ambito del seminario internazionale A come asimmetria, promosso da Antonio Piva, professore del Politecnico, la cui prima giornata, Storia, progetti, didattica, committenza e cultura, si svolgerà al Politecnico di Milano il 14 maggio. Il simposio è organizzato anche in collaborazione con Do.co.mo.mo Suisse,  Do.co.mo.mo Italia e PARC, Ministero per i Beni e le Attività culturali, Roma.

Il convegno di Mendrisio, aperto dal Direttore dell’Accademia di architettura, Valentin Bearth, e da Letizia Tedeschi, Direttrice dell’Archivio del Moderno, propone una serie di contributi per riflettere sulla storia ed il progetto del Marchiondi, sulla cultura nella quale Viganò operava, allargando il dibattito alle questioni della salvaguardia e della tutela degli edifici in Italia.  

Si parlerà così dell’Istituto in rapporto alle architetture di quegli stessi anni e del ruolo che ha assunto nella storiografia dell’architettura moderna. Si ripercorrerà quindi la genesi dell’edificio, dal concorso al progetto definitivo fino agli interni, ricordando che Viganò era affiancato da Silvano Zorzi, eminente ingegnere del dopoguerra italiano che ha collaborato intensamente con i progettisti dell’epoca (uno fra tutti, Zanuso). Con i relatori invitati alla giornata di studio si “entrerà nel cantiere” per esaminare le specificità della materialità dell’edificio e delle inevitabili, numerose corrosioni del cemento armato.

Si parlerà altresì del rapporto tra l’architetto e la cultura milanese e si affronteranno anche i problemi della salvaguardia e della tutela degli edifici contemporanei italiani rapportati alla trasmissione di questa cultura di cui il Marchiondi si fa portavoce.

La giornata di studio si concluderà con una tavola rotonda in cui si presenteranno alcuni progetti di conservazione per l’edificio, abbandonato ormai da 23 anni. Per l’occasione saranno presenti Viviana e Vanessa Viganò, figlie di Vittoriano, entrambe architetti, che con il padre, prima della sua improvvisa scomparsa, avevano ricevuto l’incarico dal Comune di Milano di fare una proposta per il riuso del Marchiondi. Interverrà anche Massimo Fortis del Politecnico di Milano, che presenterà per la prima volta, in un’occasione pubblica, il progetto al quale si sta attualmente dedicando per degli alloggi studenteschi all’interno dell’area occupata dal Marchiondi. Parteciperanno alla tavola rotonda specialisti come Giancarlo Borellini, Giuseppina Corvino, Marco Dezzi Bardeschi, Franz Graf, Alberto Grimoldi, Margherita Gruccione, Antonio Piva, coordinati da Bruno Reichlin.

Il convegno è aperto al pubblico. La partecipazione è gratuita. La giornata di studi a Mendrisio avrà luogo nell’Aula C0.61 al pianterreno di Palazzo Canavée, dalle ore 10 alle 18.

In occasione della mostra e del convegno, stante il valore di documento storico e di monumento dell’architettura moderna acquisito dall’intero complesso dell’Istituto Marchiondi Spagliardi, l’Archivio del Moderno con Do.co.mo.mo Suisse, Do.co.mo.mo Italia e Do.co.mo.mo International ha lanciato un “S.O.S.” internazionale per la salvaguardia di tale complesso a cui hanno già aderito numerosi studiosi, architetti di fama internazionale, cultori della materia ed appassionati.

 

Il libro, per una nuova collana

In occasione della mostra, nel mese di giugno 2008 è prevista la pubblicazione del volume L’Istituto Marchiondi Spagliardi di Vittoriano Viganò, a cura di Franz Graf e Letizia Tedeschi, comprendente saggi di Bruno Reichlin, Letizia Tedeschi, Valeria Farinati, Franz Graf, Francesca Albani. Il volume inaugura la collana “Album progetti” diretta da Bruno Reichlin per Mendrisio Academy Press, la casa editrice dell’Accademia.

Informazioni

 

  • Amanda Prada, Responsabile comunicazione e conferenze, Accademia di architettura di Mendrisio
    Tel.: +41 58 666 58 69, amanda.prada@usi.ch
  • Lorella Campi Gandini, Responsabile relazioni esterne, Archivio del Moderno di Mendrisio
    Tel. +41 58 666 55 00, lgandini@arc.usi.ch