Conferenza di Massimo Filippini: il valore delle acque pubbliche e i canoni d’acqua proporzionali alla rendita economica (30.04.2009)

Con una conferenza pubblica di Massimo Filippini prevista per martedì 5 maggio 2009 prosegue il ciclo Usi e abusi delle risorse energetiche delle Alpi tra passato e presente promosso dal LabiSAlp, il Laboratorio di Storia delle Alpi dell’Accademia di architettura di Mendrisio (Università della Svizzera italiana).

La prima conferenza, tenuta dalla professoressa Agnese Visconti, ha messo in rilievo i fattori che hanno spinto all’uso del legno e dell’acqua (conoscenze tecniche e necessità economiche) e le problematiche che ne sono derivate: deforestamento, cedimenti di dighe, conflitti di interesse tra centri urbani e periferia.

Nel corso della conferenza tenuta, invece, da Jürg Simonett sono state proposte due letture dell’elettrificazione dell’area alpina svizzera avvenuta, per lo meno nei Grigioni, tra il 1879 e il 1968. Oltre ai risvolti economici, l’ospite ha affrontato l’impatto dell’elettrificazione sulla vita quotidiana della popolazione. Da un lato le centrali elettriche hanno contribuito allo sviluppo di nuove industrie; in Svizzera, ma anche nella vicina Italia dove veniva esportata gran parte dell’energia, la presenza delle centrali ha incrementato il turismo e generato importanti ricadute fiscali grazie ai canoni versati ai comuni per le concessioni energetiche. Dall’altro lato la costruzione di dighe e centrali (che Simonett ha definito “chiese del progresso” per la loro eleganza e maestosità di fronte ai minuti paesi alpini) è stata più volte motivo di lotta per le popolazioni locali. In alcuni casi esse ne osteggiarono la costruzione perché temevano di danneggiare l’“industria del forestiero” (il cosiddetto turismo) con la deturpazione del territorio; in altri casi si dimostrarono riluttanti ad accettare la costruzione delle dighe, i cui laghi artificiali avrebbero sommerso case e paesi. Fonti private (come diari e fotografie d’epoca) e fonti orali hanno permesso a Simonett di ricostruire la storia sociale dell’elettrificazione, dall’invasione degli operai forestieri e dei rumori che intralciavano la vita di montagna alla lenta elettrificazione entrata a fare parte della vita quotidiana, con l’illuminazione delle scuole nelle prime ore del mattino o con l’avvento della lavatrice e del ferro da stiro per le casalinghe (che più difficilmente sostituirono le cucine a gas, nonostante le presentazioni serali organizzate per le donne del paese).

 

Per il terzo appuntamento del ciclo, il Laboratorio di Storia delle Alpi invita Massimo Filippini, professore ordinario presso l’Università della Svizzera italiana e il Politecnico federale di Zurigo, nonché direttore dell’Istituto di microeconomia ed economia pubblica dell’Università della Svizzera italiana e membro della direzione del Centre for energy policy and economics del Politecnico di Zurigo. Specialista di economia dell’energia e di regolamentazione e valutazione dell’efficienza dei servizi di pubblica utilità (tra cui i servizi di distribuzione dell’acqua, del gas e dell’energia elettrica), Filippini ha pubblicato molteplici saggi sull’argomento. Il relatore toccherà uno dei nervi scoperti della questione dello sfruttamento delle risorse naturali. Nel considerare lo sfruttamento delle acque pubbliche da parte delle aziende idroelettriche per la produzione di energia, egli cavalca, infatti, la tesi della necessaria ridefinizione del compenso da versare allo Stato con un canone d’acqua proporzionale alla rendita economica ricavata. Non solo le aziende pagherebbero un canone adeguato alla propria rendita economica e le autorità locali sarebbero ricompensate secondo il valore reale delle acque pubbliche, ma sarebbe inoltre rafforzata la competitività nel settore energetico con conseguenze sul rinnovamento dei propri impianti di produzione. Con la definizione del reale valore dell’acqua e con l’introduzione di costi proporzionali alla rendita economica di ogni azienda, grazie all’aumento dei canoni d’acqua per lo sfruttamento delle risorse naturali locali il Canton Ticino godrebbe, forse, di maggiori introiti economici.

 

La conferenza di Massimo Filippini Energia idroelettrica, rendita e flessibilità del canone d’acqua si terrà martedì 5 maggio 2009 alle ore 20.00 presso l’Università della Svizzera italiana a Lugano (Via Giuseppe Buffi 13, Sala A.11). L’ingresso è libero.


Il ciclo di conferenze curato dal LabiSAlp proseguirà con Maurizio Reberschak (martedì 19 maggio 2009) e Franco Romerio (mercoledì 27 maggio 2009); entrambi gli appuntamenti sono promossi in collaborazione con il Terzo Festival della Scienza BaseCamp 09.


 

Informazioni

Amanda Prada, Responsabile comunicazione e conferenze, Accademia di architettura di Mendrisio

tel. +41 58 666 58 69, amanda.prada@usi.ch