Scrittura e fuoco al giorno d’oggi: i prototipi degli studenti dell’Accademia per un concorso promosso da BIC Suisse (10.05.2011)

All’Accademia di architettura di Mendrisio (Università della Svizzera italiana) può capitare che il progetto architettonico abbia il sapore e il profumo di un formaggio oppure che assuma le sembianze di una penna o di un accendino sviluppando, però, funzioni nuove e originali. È quello che succede nel corso di Design tenuto da Riccardo Blumer, architetto e designer, quando gli studenti progettano nuovi oggetti ispirandosi a due mitici prodotti della BIC: la penna a sfera e l’accendino.

Se l’anno scorso gli studenti sono stati invitati a produrre stampi e formaggi, quest’anno si sono confrontati con due funzioni primarie: scrivere e bruciare. Lo spunto è stato fornito dalla BIC in occasione del 60° anniversario della sua leggendaria penna a sfera, la Cristal, per la quale si è scomodato anche Umberto Eco, che ha dichiarato: “La BIC Cristal è il solo esempio di socialismo realizzato… ha annullato ogni diritto di proprietà e ogni distinzione di stato”. Non solo la penna, ma anche l’accendino, altro prodotto storico della BIC, è stato fonte di ispirazione per gli iscritti al corso di Design dell’Accademia. 

La sfida lanciata agli studenti è stata quella di produrre energia attraverso la progettazione di oggetti con “caratteristiche BIC”, ovvero capaci di dare risposte semplici ai bisogni primari. Gli studenti hanno quindi realizzato prototipi funzionanti e dotati di forza evocativa, sviluppando ipotesi per nuovi usi della penna a sfera e dell’accendino e, in sostanza, inventando nuovi oggetti. 

È stato così promosso un concorso dal titolo Scrivere, accendere il fuoco, produrre energia. La giuria – composta da Marco De Michelis, Paolo Lomazzi, Gabriele Cappellato e Mario Monotti in qualità di rappresentanti dell’Accademia di architettura, e Antonio Sansossio, Cristiano Aguiar e Claudia Scholz, in qualità di rappresentanti della Société BIC Suisse SA – ha assegnato tre premi e cinque menzioni per un valore totale di 5.000 CHF.

Il primo premio è andato a Giovanna Gioia e Samuel Brändli con il progetto airkey; il secondo premio ad Alice Dolzani e Laura Sattin con (ice)lighter; il terzo premio è stato invece assegnato a Giulia Golemme e Marco Burnengo con BICEnergy

Hanno ricevuto una menzione Piera Barabino con Chiara Michelotto, Helena Briones, Andrés Cidoncha Marañon, Pier Luca Carubia, Charlotte Orsi Mazzucchelli.

Giovanna Gioia e Samuel Brändli: airkey (primo premio)
Il progetto Airkey propone una sorta di flauto che produce delle sequenze luminose a led. Suonandolo, un cristallo piezoelettrico e una serie di piccoli interruttori che si possono azionare con la mano producono energia elettrica, che può sviluppare una sequenza determinata dai led colorati. L’oggetto diventa una chiave universale i cui colori vengono letti da scanner ottici per aprire porte, farsi riconoscere dai servizi elettronici, bancari o di sistemi urbani in genere. Il “flautista” suona quindi sequenze luminose preordinate che gli permettono di muoversi nei sistemi elettronici della nostra vita. 

Alice Dolzani e Laura Sattin: (ice)lighter (secondo premio)
Il progetto (ice)lighter ha un carattere più poetico in quanto l’accendino a gas della BIC viene modificato e installato su dei piedistalli che, posizionati nei giardini o nei parchi, quando la temperatura scende attorno allo zero, si accendono automaticamente sfruttando la dilatazione dell’acqua che si cristallizza e facendo scattare il sistema piezoelettrico e la valvola del gas contenuto negli accendini stessi. Le autrici immaginano che piccole fiammelle si accendano con le basse temperature in luoghi particolari delle città, riallacciandosi al fatto che il freddo conduce a trasformazioni importanti della materia. 

Giulia Golemme e Marco Burnengo: BICEnergy (terzo premio)
Il progetto BICEnergy è un set di tre elementi BIC (due Cristal e un accendino) trasformati in piccole centrali elettriche. Una penna utilizza un inchiostro fotovoltaico che garantisce una produzione di energia elettrica sufficiente per una superficie minima data, la seconda Cristal diventa invece un trasformatore di energia termica in energia elettrica sfruttando una termocoppia, ovvero un sistema usato nei fornelli da cucina per bloccare il flusso di gas in caso di assenza di fiamma. Adottando lo stesso principio, la punta della penna direttamente esposta a una qualsiasi fiamma – e in base alla scoperta del 1821 del fisico T. J. Seebeck – produce energia elettrica prelevabile da un’uscita usb. Il terzo oggetto del set è un accendino, nel cui serbatoio vengono inserite una usb e una micro batteria. Azionando la rotella dell’accendino non si accende una fiamma, ma si produce un processo identico agli altri oggetti attraverso una piccola dinamo.

A proposito di BIC (www.bicworld.com)
Uno dei leader mondiali di articoli di cartoleria, accendini, rasoi e prodotti promozionali, BIC fabbrica da oltre 60 anni prodotti di grande qualità accessibili a tutti, ovunque nel mondo. Questa vocazione ha permesso al Gruppo di essere oggi uno dei marchi più riconosciuti internazionalmente. BIC commercializza i suoi prodotti in oltre 160 paesi e ha realizzato nel 2010 una cifra d’affari di 1831,5 milioni di euro. Quotata su Euronext Paris, BIC fa parte degli indici borsistici SBF120 e CAC MID100; BIC fa inoltre parte dei seguenti indici ISR: FTSE4Good Europe, ASPI Eurozone, Ethibel Excellence Europe e Carbon Disclosure French Leadership index 2009 (CDLI).

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