Paesaggio senza memoria? Perché e come tutelare il patrimonio (14.10.2009)

Sabato 17 e domenica 18 ottobre 2009 il Laboratorio di Storia delle Alpi (LabiSAlp) dell'Accademia di architettura di Mendrisio (Università della Svizzera italiana) - in collaborazione con GEA-associazione dei geografi (Bellinzona) e con il Museo etnografico Valle di Muggio (MEVM) - invita storici, architetti, geografi ed etnologi a discutere sulla relazione tra paesaggio e memoria. Perché abbiamo bisogno delle testimonianze del tempo nello spazio? Cosa significa produrre patrimonio? Come e perché tuteliamo oggetti territoriali? Attraverso quali modalità gestiamo trasformazione e conservazione? Il convegno si propone di mettere a disposizione dei partecipanti alcuni strumenti per riflettere e operare consapevolmente partendo dalla convinzione che solo una fondata cultura geografica può guidare le nostre scelte, consapevoli dell'inestimabile valore del territorio nel quale viviamo.

Nel territorio il cambiamento è costante. E ogni trasformazione, in ambito urbano e rurale, mostra il legame indissolubile tra paesaggio e memoria. Queste fasi di rottura comportano dismissioni, mutamenti del parco edilizio, sostituzione di infrastrutture, trasformazione dei paesaggi agrari. Cambiamenti che ci rendono straordinariamente attenti ai mutamenti del nostro territorio, in quanto implicano una perdita di luoghi e paesaggi vissuti e conosciuti che rappresentano dei punti di riferimento per la nostra memoria. Non di rado nel paesaggio permangono tracce di un mondo che ha finito di esistere e sovente a questi "resti" attribuiamo un valore particolare. Al territorio associamo poi una dimensione collettiva. Relazionandoci con i luoghi costruiamo la nostra identità e, per non trasformarci in sradicati in casa, per non vivere nell'atopia, cerchiamo nello spazio il senso del tempo. A volte le valutazioni tra conservazione e trasformazione vengono semplicemente condotte sulla base di interessi immediati senza riflettere sulle perdite che ne derivano. Altre volte decidiamo di attribuire a oggetti territoriali giunti a noi da un più o meno lontano passato (come nel caso di ville, case rurali o borghesi, paesaggi terrazzati o nuclei storici) la qualifica di patrimonio. Non potendo conservare tutto, siamo però tenuti a fare delle scelte. Se optiamo per la conservazione e la protezione dobbiamo valutare con attenzione quali oggetti conservare e attraverso quali modalità proteggerli. Se optiamo per la trasformazione, dobbiamo conoscere le peculiarità dei luoghi che desideriamo modificare e sui quali intendiamo intervenire e dobbiamo portare grande attenzione alle relazioni che i nuovi oggetti intratterranno con le preesistenze.

 

La mattinata di sabato 17 ottobre 2009 (Sala Carlo Basilico, Centro Polus Balerna) sarà dedicata alla presentazione del quadro concettuale attraverso una serie di relazioni da parte di specialisti del paesaggio, del patrimonio e della tutela e valorizzazione dei beni culturali. Il pomeriggio offrirà un'analisi critica di alcune specifiche situazioni e si concluderà con un dibattito pubblico.

 

Domenica 18 ottobre 2009 nel corso della mattinata (ritrovo previsto al parcheggio delle scuole comunali di Chiasso) si percorrerà un itinerario da Chiasso a Melide per visitare in compagnia di alcuni specialisti quattro luoghi significativi, al centro dell'attuale dibattito sulla salvaguardia e la protezione del patrimonio paesaggistico e architettonico: la masseria di Vigino, le strutture della Saceba site nelle gole della Breggia, villa Galli a Melide, il ponte-diga e il territorio circostante.

Gli enti promotori:

  • GEA-associazione dei geografi (Bellinzona), membro dell'Associazione svizzera di geografia, si è costituita nel 1995 con l'intento di diffondere la cultura geografica e promuovere la figura professionale del geografo nella Svizzera Italiana. Organizza conferenze, incontri, visite sul territorio su temi inerenti al paesaggio, la città e più in generale le scienze e il pensiero geografico. Pubblica la rivista GEA paesaggi territori geografie (www.gea-ticino.ch).
  • Il Museo etnografico Valle di Muggio (MEVM) sin dalle sue origini (1980) promuove, valorizza e sensibilizza il pubblico sulle peculiarità storiche, artistiche, etnografiche e naturalistiche del territorio della Valle di Muggio proponendo una concezione museografica innovativa. Il suo centro informativo situato a Casa Cantoni a Cabbio ospita un'esposizione permanente e una mostra evento, ed è il punto di partenza per le visite sul territorio (www.mevm.ch).
  • Il Laboratorio di Storia delle Alpi (LabiSAlp), nato sotto gli auspici dell'Università della Svizzera italiana e dell'Associazione internazionale per la storia delle Alpi (AISA), ha sede a Mendrisio presso l'Accademia di architettura. Esso pone al centro delle sue attenzioni lo spazio alpino considerandone gli aspetti di natura economica, sociale, culturale, demografica e politica. Il LabiSAlp promuove attività di ricerca e collaborazioni tra i ricercatori e tra le Università e i centri di ricerca storica di tutti i paesi che si affacciano sull'arco alpino (www.arc.usi.ch/labisalp).

 

Informazioni

Amanda Prada, Responsabile comunicazione e conferenze, Accademia di architettura di Mendrisio tel. +41 58 666 58 69, amanda.prada@usi.ch